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aboutPalestina (Gaza)

Il territorio della Palestina è situato sulle coste orientali del Mediterraneo e confina con il Libano a Nord e con la penisola del Sinai a Sud.

La Palestina era una delle terre più fiorenti del Vicino Oriente con un’economia sviluppata in tutte le città costiere. Il benessere dalle coste raggiungeva i villaggi interni.

Per i Palestinesi la situazione cambiò drasticamente a partire dal 1948, con l’inizio del conflitto israelo-palestinese; un conflitto che rende le condizioni di vita molto precarie.

In questo contesto, la striscia di Gaza è la zona maggiormente colpita da attacchi, aggressioni e privazioni continue, tanto che oggi può essere definita una prigione a cielo aperto.

Attualmente, a Gaza non è garantita la sicurezza alimentare, l’approvvigionamento medico è precario, la disoccupazione è molto elevata e quasi la totalità della popolazione dipende dall’aiuto umanitario. Questa situazione è ormai stabile da anni. I cittadini di Gaza non hanno accesso alle istituzioni dello Stato di Diritto. Non hanno accesso a istituzioni che s’impegnano per il rispetto dei diritti umani o per lo sviluppo della società nel segno della dignità umana.

La loro situazione è ulteriormente peggiorata in seguito all’assedio delle FOI (Forze di Occupazione Israeliana) e al blocco dei confini.

Gaza è stata isolata oltre che per via terrestre anche via mare. Navi da guerra israeliane sono pronte a colpire qualunque imbarcazione provi ad uscire dalle tre miglia marine concesse ai palestinesi.

È difatti quasi impossibile attraversare il valico internazionale di Rafah, l’unica possibilità di accesso alla Striscia di Gaza senza passare da Israele.

La mancanza di strutture sanitarie specializzate costringe i palestinesi a passare dal valico di Beit Hanoun per raggiungere Israele e la Cisgiordania, ma questo valico resta quasi sempre chiuso.

Vengono concessi con limitazione i permessi ai malati bisognosi, tanto che molti si vedono negato l’accesso e sono costretti a rinunciare. I bambini nascono in condizioni primitive, senza acqua e senza elettricità, e per questo ne muoiono molti.

A partire dal 28 ottobre 2007, il governo israeliano ha dichiarato Gaza “entità ostile” ed ha imposto un blocco che ha sensibilmente ridotto l’importazione di prodotti. L’entrata e l’uscita dal paese per gli abitanti è ora quasi impossibile.

La famosa operazione “Piombo Fuso” ha avuto inizio il 27 dicembre 2008. Al suo termine verranno stimate perdite pari a 1330 morti e 5450 feriti palestinesi, di cui la maggior parte donne e bambini. Le perdite israeliane ammonteranno a 10 soldati e 160 feriti.

L’economia, come detto, è stata fortemente penalizzata dalle sanzioni economiche e dal blocco dei territori da parte di Israele. A contribuire ulteriormente al degrado di Gaza sono state sicuramente le incursioni e le operazioni militari israeliane.

L’impotente politica interna non è riuscita ad apportare alcun miglioramento. Le organizzazioni internazionali hanno rilevato una situazione di “non-sviluppo” nella Striscia di Gaza.

Anche le strutture di Gaza (scuole, ospedali, centrali elettriche e d’alimentazione, acquedotti, e altre ancora) sono state distrutte o gravemente danneggiate.

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